Acidità di Stomaco: cause, rimedi naturali e ingredienti che funzionano

Acidità di Stomaco: cause, rimedi naturali e ingredienti che funzionano

L’acidità di stomaco è un problema comune che molte persone affrontano quotidianamente, spesso causando disagio e fastidio durante la digestione. In questo articolo ti parliamo di tre ingredienti fondamentali per contrastare l’acidità di stomaco: il carbonato di calcio, l’idrossido di magnesio e il mastice di Chios. Ingredienti naturali che possono aiutare a ridurre i sintomi e a promuovere una migliore salute digestiva.

Ingredienti naturali contro l’acidità di stomaco

Carbonato di Calcio

Il carbonato di calcio è un composto inorganico che si trova naturalmente in rocce e minerali, ma viene anche sintetizzato per l’uso come additivo alimentare e in prodotti farmaceutici. È noto per le sue capacità di contrastare l’iperacidosi, che lo rendono utile nel trattamento di problemi di acidità di stomaco e reflusso gastroesofageo.

Idrossido di Magnesio

L’idrossido di magnesio è un composto inorganico utilizzato principalmente come agente alcalinizzante e agente tampone in prodotti farmaceutici e alimentari. Come antiacido, reagisce con l’acido cloridrico prodotto dallo stomaco e lo neutralizza, senza però intervenire sui meccanismi che regolano la secrezione acida.

Mastice di Chios

Il mastice di Chios è una resina prodotta dall’albero di mastice, che cresce principalmente sull’isola greca di Chios. È stato tradizionalmente utilizzato come rimedio per una serie di problemi digestivi, tra cui l’ulcera peptica e la dispepsia. Gli studi hanno dimostrato che il mastice di Chios possiede proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, che possono aiutare a ridurre l’infiammazione nello stomaco e migliorare la salute del tratto digestivo.

Consigli pratici per ridurre l’acidità di stomaco

Oltre a scegliere gli ingredienti giusti, alcune piccole abitudini quotidiane possono fare la differenza:

  • Mangiare pasti più piccoli e frequenti: invece di consumare pasti grandi e pesanti, preferisci pasti più piccoli distribuiti durante il giorno. Questo aiuta a mantenere il sistema digestivo attivo e a ridurre la pressione sullo stomaco.
  • Evitare cibi piccanti e acidi: pomodori, agrumi, peperoncini e jalapeños possono aumentare l’acidità gastrica e causare disagio. Limitarli è un passo semplice ma efficace.
  • Bere molta acqua: l’idratazione aiuta a diluire l’acido nello stomaco. Punta ad almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno per mantenere il corpo idratato e ridurre i sintomi dell’acidità.

La soluzione pratica: No Acid Gum

Se stai cercando un modo comodo ed efficace per gestire l’acidità di stomaco durante la giornata, scopri No Acid Gum, il chewing gum funzionale di NTP Biotech formulato con carbonato di calcio, idrossido di magnesio e mastice di Chios. Riduce acidità, bruciore e reflusso gastrico — adatto anche in gravidanza e allattamento, con estratti 100% naturali.

Conoscere le infezioni orali nei bambini: cause, segnali e il ruolo del pediatra

Conoscere le infezioni orali nei bambini: cause, segnali e il ruolo del pediatra

Le infezioni orali nei bambini sono una condizione relativamente frequente e rappresentano una delle principali fonti di preoccupazione per molti genitori. La comparsa improvvisa di arrossamenti, piccole lesioni, fastidio alla bocca o difficoltà durante lalimentazione può generare incertezza, soprattutto quando non è chiaro se si tratti di un disturbo passeggero o di una situazione che richiede un approfondimento medico.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e nasce con lobiettivo di aiutare i genitori a orientarsi meglio sul tema delle infezioni orali in età pediatrica, fornendo informazioni chiare e basate su un approccio scientifico-divulgativo. È importante sottolineare fin dallinizio che la valutazione del pediatra rimane sempre indispensabile: solo un professionista sanitario può formulare una diagnosi corretta e indicare leventuale percorso più adeguato per il bambino.

Che cosa si intende per infezione orale nei bambini

Con il termine infezione orale” si fa riferimento a un insieme di condizioni che interessano il cavo orale, comprese le gengive, la lingua, il palato e le mucose interne delle guance. In età pediatrica queste manifestazioni sono piuttosto comuni, poiché la bocca è costantemente esposta a microrganismi provenienti dallambiente esterno.

Le infezioni orali possono avere origine virale, batterica o fungina. Sebbene alcune manifestazioni possano apparire simili dal punto di vista clinico, le cause sottostanti possono essere molto diverse, e questo influisce in modo significativo sulla gestione del problema. Per questo motivo, losservazione dei sintomi non dovrebbe mai tradursi in un tentativo di autodiagnosi.

Perché i bambini sono più soggetti alle infezioni del cavo orale

Durante linfanzia, il sistema immunitario è ancora in fase di maturazione e questo rende i bambini più suscettibili a diverse infezioni, comprese quelle che interessano il cavo orale. A ciò si aggiunge il fatto che, soprattutto nei primi anni di vita, i bambini tendono a portare frequentemente oggetti alla bocca e non dispongono ancora di una routine di igiene orale strutturata e autonoma.

Alcune fasi della crescita, come la dentizione o i periodi di maggiore esposizione a infezioni stagionali, possono inoltre rendere le mucose orali più sensibili. Questi elementi contribuiscono a spiegare perché le infezioni orali siano relativamente comuni in età pediatrica, senza che ciò implichi necessariamente la presenza di una condizione grave.

Le infezioni orali più comuni in età pediatrica

Tra le manifestazioni più frequentemente osservate si trovano le afte orali, che si presentano come piccole lesioni dolorose localizzate sulla mucosa. Sebbene non siano contagiose e tendano spesso a risolversi spontaneamente, possono causare disagio durante la masticazione o la deglutizione.

Unaltra condizione diffusa è la stomatite, caratterizzata da uninfiammazione più estesa del cavo orale. In alcuni casi può essere accompagnata da febbre o da un generale stato di malessere, soprattutto nei bambini più piccoli. Lorigine è spesso virale, ma la valutazione clinica resta fondamentale per una corretta interpretazione del quadro.

Il mughetto orale è invece uninfezione di origine fungina, più comune nei lattanti, che si manifesta con la comparsa di placche biancastre sulla lingua e sulle mucose. Anche in questo caso è necessaria una valutazione medica per stabilire lapproccio più appropriato.

La gengivite può interessare anche letà pediatrica e si presenta come uninfiammazione delle gengive. Se riconosciuta precocemente, è generalmente reversibile, ma non dovrebbe essere trascurata.

Sintomi da osservare con attenzione

Le infezioni orali nei bambini possono manifestarsi con sintomi diversi, che vanno da lievi fastidi localizzati a condizioni più persistenti. Arrossamenti, dolore alla bocca, difficoltà nellalimentazione o irritabilità possono rappresentare segnali da osservare con attenzione.

È importante ricordare che la presenza di sintomi simili non indica necessariamente la stessa causa. Per questo motivo, losservazione dei segni clinici non sostituisce la visita medica.

Conoscere le infezioni orali nei bambini: cause, segnali e il ruolo del pediatra. Mamma che osserva la bocca del bambino

Quando è necessario rivolgersi al pediatra

La consultazione del pediatra è sempre raccomandata in presenza di disturbi orali. Diventa particolarmente importante quando i sintomi persistono nel tempo, quando compare febbre o quando il bambino mostra un rifiuto significativo verso cibo e liquidi.

Anche il peggioramento progressivo delle lesioni o la presenza di dolore intenso rappresentano segnali che richiedono una valutazione professionale. Il pediatra è la figura di riferimento in grado di inquadrare correttamente la situazione e stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti.

Perché il parere del pediatra è fondamentale

Nel contesto delle infezioni orali pediatriche, il pediatra svolge un ruolo centrale non solo nella diagnosi, ma anche nella gestione complessiva del bambino. La valutazione tiene conto delletà, dello stato di salute generale e di eventuali condizioni concomitanti.

Solo attraverso un inquadramento clinico appropriato è possibile distinguere tra infezioni di diversa natura e definire il percorso più adatto. Affidarsi esclusivamente a informazioni generiche può portare a interpretazioni errate e a decisioni non adeguate.

Accanto alle indicazioni fornite dal pediatra, alcune attenzioni quotidiane vengono generalmente considerate utili per mantenere il benessere del cavo orale. Una corretta igiene, adeguata alletà del bambino, una buona idratazione e unalimentazione equilibrata contribuiscono a creare condizioni favorevoli alla salute della mucosa orale.

Queste pratiche non rappresentano una forma di trattamento, ma possono essere considerate come un supporto generale, sempre coerente con le indicazioni del professionista sanitario.

Il ruolo dei prodotti ad azione locale

In alcuni contesti clinici, il pediatra può valutare lopportunità di affiancare al monitoraggio clinico lutilizzo di prodotti ad azione locale, pensati per supportare il benessere della mucosa orale. Questo tipo di approccio consente unazione mirata sullarea interessata, senza sostituire le indicazioni mediche o eventuali terapie prescritte.

Luso di questi prodotti deve sempre avvenire nellambito di un percorso supervisionato, evitando qualsiasi forma di utilizzo autonomo non concordato.

Un esempio di supporto formulato per luso orale

Allinterno di questa categoria rientrano anche formulazioni come Synbioral o Murrixina spray, che si collocano come supporto alle buone pratiche di igiene e benessere del cavo orale. Si tratta di prodotti sviluppati per un utilizzo localizzato, concepiti per affiancare – e non sostituire – le indicazioni del pediatra.

La decisione di utilizzare un prodotto di questo tipo deve essere sempre presa insieme al professionista sanitario, valutando attentamente le caratteristiche del bambino e la natura dei sintomi osservati.

Non tutte le infezioni orali possono essere prevenute, ma una maggiore attenzione alligiene orale e alle abitudini quotidiane può contribuire a ridurre alcuni fattori di rischio. Educare gradualmente i bambini alla cura della bocca e mantenere una routine coerente favorisce una gestione più consapevole di queste situazioni.

Domande frequenti dei genitori

Molti genitori si chiedono quanto possa durare uninfezione orale nei bambini. La risposta dipende dalla causa e dalle condizioni individuali, ed è per questo che il parere del pediatra rimane sempre determinante.

Un altro dubbio frequente riguarda la contagiosità. Alcune infezioni possono essere trasmissibili, altre no, e solo una valutazione medica consente di chiarire questo aspetto.

Infine, è importante ribadire che lintervento autonomo non è consigliato: linformazione aiuta a comprendere, ma la diagnosi e le decisioni spettano sempre al pediatra.

Le infezioni orali nei bambini sono eventi comuni, ma richiedono attenzione, osservazione e responsabilità. Informarsi è un primo passo importante, ma affidarsi a un professionista sanitario rappresenta la scelta più sicura e appropriata.

Un approccio corretto si basa su una valutazione clinica accurata, su buone pratiche quotidiane e su un dialogo costante con il pediatra, che resta il punto di riferimento fondamentale per la salute del bambino.

Nota finale
Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere del pediatra o di altri professionisti sanitari qualificati.

Foto di Александра Туркина da Pixabay

Andropausa: cos’è, quali cambiamenti comporta e come supportare il benessere

Andropausa: cos’è, quali cambiamenti comporta e come supportare il benessere

Con il passare degli anni, il corpo maschile attraversa una serie di cambiamenti fisiologici graduali che possono influenzare energia, umore, metabolismo e benessere generale. Tra questi rientra landropausa, una fase spesso poco discussa ma che interessa una parte significativa della popolazione maschile adulta.

A differenza di quanto si pensi, landropausa non è una malattia, né un evento improvviso. Si tratta piuttosto di un insieme di cambiamenti progressivi legati alletà, che possono manifestarsi in modo diverso da persona a persona. Comprendere cosa accade e come affrontare questa fase con consapevolezza è il primo passo per tutelare la qualità della vita.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere del medico. La valutazione clinica rimane sempre fondamentale per inquadrare correttamente i sintomi e le eventuali strategie di supporto.

Che cos’è landropausa

Con il termine “andropausa” (talvolta definita anche ADAM – Androgen Deficiency in the Aging Male) si indica quella condizione associata al progressivo calo dei livelli di testosterone che si verifica fisiologicamente con lavanzare delletà. Esiste una differenza sostanziale rispetto alla menopausa femminile:

  • Nella donna: Vi è un termine netto della fertilità e un calo ormonale rapido.
  • Nell’uomo: Il processo è lento, graduale e non comporta necessariamente la fine della capacità riproduttiva.

Proprio per questa gradualità, non tutti gli uomini percepiscono sintomi evidenti. Tuttavia, quando il calo ormonale è significativo, può impattare sulla qualità della vita.

Il ruolo del testosterone nelluomo adulto

Il testosterone è un ormone fondamentale per numerosi processi fisiologici nelluomo. Contribuisce al mantenimento della massa muscolare e ossea, partecipa alla regolazione del metabolismo e svolge un ruolo importante nella funzione sessuale e nel desiderio.

Con letà, è fisiologico che i livelli di testosterone tendano a ridursi. Questo non implica automaticamente un problema clinico, ma in alcuni uomini può essere associato a una sensazione di minore vitalità o a cambiamenti nella composizione corporea e nella risposta metabolica.

I cambiamenti più comuni durante landropausa

Durante landropausa, alcuni uomini riferiscono una riduzione dellenergia generale, una maggiore difficoltà nel mantenere la massa muscolare e una tendenza allaumento del tessuto adiposo. Possono inoltre verificarsi cambiamenti nel desiderio sessuale e nella risposta fisiologica.

Altri aspetti coinvolti possono riguardare la funzionalità delle vie urinarie, in particolare con lavanzare delletà, e alcune variazioni nei parametri metabolici, come glicemia e colesterolemia. È importante sottolineare che questi cambiamenti non sono esclusivi dellandropausa e possono dipendere da molteplici fattori.

Poiché i sintomi associati allandropausa possono sovrapporsi a quelli di altre condizioni, è fondamentale non basarsi su autovalutazioni. La comparsa di stanchezza persistente, calo del desiderio sessuale o cambiamenti metabolici dovrebbe sempre essere discussa con il medico.

Solo una valutazione clinica, eventualmente supportata da esami di laboratorio, consente di comprendere se i sintomi siano effettivamente correlati a una variazione ormonale o ad altre cause. Il medico rappresenta il riferimento essenziale per impostare un approccio corretto e personalizzato.

La gestione dellandropausa non si basa su un singolo intervento, ma su un approccio globale che tiene conto dello stile di vita nel suo complesso. Alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, qualità del sonno e gestione dello stress sono elementi centrali per il benessere maschile in ogni fase della vita.

Questi fattori contribuiscono a sostenere lequilibrio generale dellorganismo e possono influenzare positivamente anche la percezione di energia e vitalità.

Il ruolo degli integratori nel contesto dellandropausa

Nel contesto di uno stile di vita sano e di una valutazione medica appropriata, alcuni uomini scelgono di affiancare integratori alimentari come supporto al benessere generale. È importante chiarire che gli integratori non sostituiscono terapie mediche né intervengono direttamente sulle cause cliniche.

Il loro utilizzo può essere preso in considerazione come parte di un percorso più ampio, sempre in accordo con il medico, soprattutto quando lobiettivo è sostenere funzioni fisiologiche già presenti.

Un supporto nutraceutico a base di estratti vegetali

Allinterno di questo contesto si collocano formulazioni come Androdam, un integratore alimentare a base di estratti 100% vegetali, pensato per supportare il benessere maschile durante landropausa.

Androdam è formulato per contribuire al mantenimento di normali livelli di testosterone e della libido, sostenere la funzionalità delle vie urinarie e favorire lequilibrio metabolico, inclusi glicemia e colesterolemia. Si tratta di un supporto nutraceutico che può essere valutato come complemento a uno stile di vita equilibrato, senza sostituire il parere medico.

La scelta di un integratore di questo tipo dovrebbe sempre avvenire nellambito di una valutazione individuale, tenendo conto delle condizioni di salute generali e delle indicazioni del professionista sanitario.

Andropausa e qualità della vita

Affrontare landropausa con consapevolezza significa riconoscere i cambiamenti fisiologici legati alletà senza interpretarli come una perdita improvvisa di funzionalità. Un approccio realistico, basato su informazione corretta e dialogo con il medico, consente di preservare una buona qualità della vita anche negli anni successivi ai 40–50 anni.

Il benessere maschile è il risultato di un equilibrio tra fattori biologici, stile di vita e attenzione alla salute nel lungo periodo.

Landropausa rappresenta una fase naturale della vita delluomo, caratterizzata da cambiamenti graduali che possono influenzare diversi aspetti del benessere. Informarsi è importante, ma la valutazione medica resta il punto di riferimento imprescindibile per comprendere e gestire questa fase in modo appropriato.

Affrontare landropausa significa accettare i cambiamenti del proprio corpo senza subirli passivamente. Non è una “perdita di virilità”, ma una nuova fase che richiede adattamento. Un approccio proattivo, fatto di informazione corretta, dialogo aperto con il medico e cura di sé, permette di mantenere alti livelli di energia e benessere ben oltre l’età matura.

Estratto di Scutellaria lateriflora L. per la gestione del sonno: evidenze da uno studio clinico randomizzato

Estratto di Scutellaria lateriflora L. per la gestione del sonno: evidenze da uno studio clinico randomizzato

Il sonno rappresenta un elemento essenziale per il benessere fisico, cognitivo ed emotivo. Nonostante ciò, una parte significativa della popolazione adulta sperimenta difficoltà nell’addormentarsi o nel mantenere un sonno continuativo e ristoratore. Tra i disturbi più diffusi emerge l’insonnia primaria, caratterizzata da difficoltà persistenti nell’avvio o nella continuità del sonno per almeno un mese, in assenza di condizioni cliniche, psicologiche o ambientali che possano giustificarne l’origine.

In questo contesto si inserisce l’interesse crescente per soluzioni naturali supportate da evidenze scientifiche, capaci di favorire un riposo più regolare senza effetti indesiderati significativi. Tra queste, l’estratto di Scutellaria lateriflora L. – pianta tradizionalmente utilizzata nella fitoterapia nordamericana – è oggetto di crescente attenzione. Un recente studio clinico monocentrico, controllato con placebo, randomizzato, cross-over e in doppio cieco ne ha valutato efficacia e tollerabilità in soggetti con insonnia primaria lieve o moderata.

Cos’è la Scutellaria lateriflora L.

Conosciuta come “skullcap americana”, la Scutellaria lateriflora è una pianta perenne della famiglia delle Lamiaceae. È stata storicamente impiegata per il suo effetto calmante, utile nel ridurre tensione, agitazione e lieve irritabilità.

La pianta è ricca di flavonoidi – tra cui baicalina, baicaleina e wogonina – composti associati ad attività ansiolitiche e sedative leggere. Le evidenze precliniche suggeriscono un possibile coinvolgimento nei sistemi GABAergico e serotoninergico, entrambi cruciali nella regolazione dei ritmi sonno–veglia.

Lo studio clinico

Il trial ha coinvolto 66 adulti di età compresa tra 18 e 70 anni, tutti con diagnosi di insonnia primaria da lieve a moderata. I partecipanti hanno assunto sia l’estratto (400 mg/die) sia il placebo, in due periodi consecutivi della durata di 56 giorni ciascuno, separati da una fase di washout di 28 giorni.

L’outcome principale era rappresentato dal Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), mentre gli outcome secondari comprendevano parametri del ciclo sonno–veglia come latenza di addormentamento, efficienza del sonno, tempo totale di riposo e valutazioni soggettive raccolte tramite scala analogica visiva (VAS).

Questa struttura metodologica ha permesso di valutare sia aspetti oggettivi del sonno, sia la percezione soggettiva del riposo.

Risultati principali

Dall’analisi dei dati emerge un miglioramento significativo dell’equilibrio sonno–veglia tra i partecipanti che hanno assunto l’estratto di Scutellaria lateriflora. Il punteggio PSQI è risultato più favorevole rispetto al placebo e si è osservata una riduzione dei tempi di addormentamento, un aumento dell’efficienza del sonno e un miglioramento della percezione generale del riposo mattutino.

Un elemento di rilievo riguarda la tollerabilità: nessuno dei partecipanti ha riportato effetti avversi durante il trattamento, confermando la buona sicurezza della formulazione utilizzata.

Nel complesso, i dati suggeriscono che l’estratto di Scutellaria lateriflora possa rappresentare una strategia naturale efficace per migliorare la qualità del sonno e contribuire a ripristinare un ciclo sonno–veglia più regolare.

Interpretazione e limiti

L’efficacia osservata posiziona questa pianta come un potenziale supporto naturale per le persone che sperimentano difficoltà di addormentamento o insonnia lieve. L’origine botanica, la buona tollerabilità e il miglioramento percepito della qualità della vita rappresentano elementi di valore per chi cerca alternative non farmacologiche.

Tuttavia, è importante considerare alcuni limiti: lo studio è monocentrico, il campione è moderato e la durata complessiva è contenuta. Questi aspetti suggeriscono la necessità di ulteriori ricerche per consolidare i risultati.

Quando può essere utile

L’utilizzo di un integratore a base di Scutellaria lateriflora può essere valutato da chi:

  • fatica ad addormentarsi o mantiene un sonno frammentato,

  • vive forme lievi di insonnia primaria,

  • desidera un approccio più naturale al riposo,

  • percepisce agitazione serale o tensione emotiva,

  • vuole migliorare la qualità percepita del proprio sonno.

Precauzioni e approccio integrato

Come per qualsiasi integratore, è opportuno consultare un professionista in caso di terapie farmacologiche in corso o condizioni specifiche. In gravidanza e allattamento è consigliabile evitare l’assunzione senza supervisione medica.

L’integrazione risulta più efficace se inserita in un percorso più ampio che includa buone abitudini di gestione del sonno, riduzione dell’esposizione ai dispositivi digitali nelle ore serali, un’alimentazione equilibrata e una gestione adeguata dello stress.

Approfondimenti:

Efficacy and Tolerability of a Chemically Characterized Scutellaria lateriflora L. Extract-Based Food Supplement for Sleep Management: A Single-Center, Controlled, Randomized, Crossover, Double-Blind Clinical Trial

Kebirex33® e microbiota: cosa racconta lo studio clinico su COVID-19, post-acuto e long COVID

Kebirex33® e microbiota: cosa racconta lo studio clinico su COVID-19, post-acuto e long COVID

Uno studio clinico indipendente condotto all’INMI Lazzaro Spallanzani ha osservato che l’integrazione con il sinbiotico Kebirex33®, in aggiunta alla terapia standard, può aiutare a mantenere più equilibrato il microbiota intestinale nei pazienti con COVID-19 e mostra segnali favorevoli su alcuni parametri clinici. Non è un farmaco e non sostituisce le cure mediche: è un supporto nutraceutico pensato per il benessere dell’ecosistema intestinale.

Perché parliamo di intestino quando parliamo di COVID-19?

All’inizio della pandemia pensavamo solo ai polmoni. Oggi sappiamo che SARS‑CoV‑2 può coinvolgere anche l’intestino e che molte persone, durante e dopo l’infezione, mostrano segni di disbiosi: uno squilibrio del microbiota, l’insieme dei batteri “buoni” che vivono con noi e ci aiutano a digerire, a proteggere la barriera intestinale e a modulare l’infiammazione.

Quando il microbiota si sbilancia:

  • Aumentano specie pro‑infiammatorie;
  • Diminuiscono i batteri utili che producono acidi grassi a corta catena (SCFA), come il butirrato;
  • La barriera intestinale può diventare più “permeabile”, favorendo infiammazione sistemica.

Per questo motivo supportare l’equilibrio del microbiota è diventato un tema centrale, non per “curare” il COVID‑19, ma per affiancare le terapie standard con strategie che aiutino l’organismo a ritrovare un assetto più stabile.

kebirex33 - ntpbiotech.com

Cos’è Kebirex33® in parole semplici

Kebirex33® è un sinbiotico: una combinazione di probiotici (microrganismi vivi con effetti benefici) e prebiotici (fibre che nutrono selettivamente i batteri “buoni”), a cui si aggiungono calcio butirrato (fonte diretta di butirrato) e quercetina (un flavonoide di origine vegetale con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie).

Dentro ogni capsula trovi:

  • Ceppi probiotici selezionati: L. salivarius SGL 03, L. kefiri SGL 13, L. rhamnosus SGL 06, B. breve SGB 01, B. bifidum SGB 02;
  • Prebiotici FOS e GOS: “cibo” per Bifidobacterium e Lactobacillus;
  • Calcio butirrato: un aiuto diretto per la mucosa intestinale;
  • Quercetina: molecola naturale con azione antiossidante/antinfiammatoria.

Il prodotto è senza glutine, senza lattosio, non OGM e adatto ai vegetariani.

Come agisce? La logica della sinergia

Immagina il microbiota come un ecosistema: funziona meglio quando c’è diversità e cooperazione tra specie. Kebirex33® è stato progettato per:

  1. Sostenere i produttori di SCFA (incluso il butirrato), fondamentali per una barriera intestinale forte e per “raffreddare” l’infiammazione;
  2. Contrastare la disbiosi favorendo batteri come Bifidobacterium e Collinsella (associata a composti con attività antinfiammatoria);
  3. Nutrire selettivamente i batteri buoni grazie a FOS e GOS;
  4. Offrire una fonte diretta di butirrato (calcio butirrato) e una spinta antiossidante (quercetina) in un momento in cui l’organismo è “sotto stress”.

Risultato atteso? Un ecosistema più robusto e vario, meglio capace di reggere lo stress dell’infezione e di tornare in equilibrio.

Cosa ha osservato lo studio clinico allo Spallanzani

Lo studio, randomizzato, controllato con placebo e in doppio cieco, ha coinvolto 50 pazienti con COVID‑19. Per 5 settimane, in aggiunta alla terapia standard, una parte ha assunto Kebirex33® e una parte placebo. Sono stati analizzati microbiota e parametri ematochimici nel tempo; dopo 6 mesi è stato effettuato un questionario sui sintomi di long COVID.

I segnali principali

  • Diversità microbica preservata: nei pazienti che assumevano Kebirex33® si è osservata la prevenzione del calo dell’indice di Shannon (un indicatore di diversità), tipico della malattia e più marcato nei casi gravi. Tradotto: il loro microbiota ha tenuto meglio.
  • Aumento di batteri “alleati”: crescita di Bifidobacteriaceae (in particolare Bifidobacterium) e di Collinsella; incremento dei produttori di SCFA (tra cui i butirrato‑produttori).
  • Riduzione di specie problematiche: diminuzione di Enterococcus faecium, spesso più presente nelle forme severe e associato a coinfezioni.
  • Parametri clinici incoraggianti: nel gruppo Kebirex33® si è vista una migliore tenuta della conta linfocitaria e dell’emoglobina, un mantenimento del fibrinogeno fino a T28 e una riduzione significativa della procalcitonina (marker di severità) a T14 rispetto al placebo.
  • Follow‑up a 6 mesi: nei pazienti che avevano assunto Kebirex33® è emersa una minore incidenza di sintomi neurologici rispetto al placebo. È un segnale interessante ma esplorativo: non si è vista una differenza statisticamente significativa nel totale dei sintomi di long COVID.

Lo studio suggerisce che sostenere l’ecosistema intestinale durante la malattia può andare nella direzione giusta. Kebirex33® non è una cura del COVID‑19, ma un supporto che ha mostrato benefici misurabili su microbiota e alcuni marker clinici.

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L’articolo scientifico completo è stato pubblicato su L’INTEGRATORE NUTRIZIONALE, rivista di settore. Se desideri entrare nei dettagli di metodologia, analisi del microbiota, risultati, figure e bibliografia estesa, ti invitiamo a scaricare lo studio integrale in PDF allegato a questo post.

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Nota importante

Le informazioni qui riportate hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico né costituiscono consiglio medico. Per qualsiasi decisione sulla tua salute, consulta il tuo professionista sanitario di fiducia.